Seo Blog
Internet Marketing - Ottimizzazione per i motori di ricerca - Social Networking
Software e nuvole
In questo articolo non voglio parlare di programmi per le previsioni del tempo, ma di “cloud computing“, un cambiamento epocale che sta avvenendo nel mondo del software. Secondo la definizione di Wikipedia si tratta di una modalità di elaborazione dei dati basata su internet, nella quale risorse hardware, programmi e dati vengono forniti ai computer o agli altri dispositivi degli utenti sulla base delle loro richieste, un po’ come la corrente elettrica viene presa dalla rete quando ce n’è bisogno.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione, simile a quella avvenuta all’inizio degli anni ’80 con il passaggio dall’architettura basata su grandi elaboratori centrali e terminali a quella client-server, in seguito all’invenzione del PC.

Si parla di “cloud“, cioè nuvola, come metafora per internet, un’immagine che ha radici antiche, in quanto è stata usata già per rappresentare la rete telefonica. Il vantaggio principale per gli utenti è che grazie ad essa non si devono più preoccupare di ampliare o rinnovare il loro “parco macchine”, nè di adeguare i sistemi operativi o le versioni del software applicativo.
E’ sufficiente accedere da un browser, come Internet Explorer, Google Chrome, Firefox, ecc., e collegarsi con il proprio login al software che si sta utilizzando. Un secondo vantaggio è che da qualsiasi parte del mondo, in questo modo, si può lavorare come dalla propria scrivania, concentrandosi sui propri obiettivi di business, invece che sulla manutenzione del software che si utilizza per raggiungerli.
Se volete un esempio semplice ma completo di applicazione cloud, basta pensare al calendario di Google, che permette di organizzare la propria agenda utilizzando software e infrastrutture tecniche messe a disposizione dal “big” dei motori di ricerca. Ovviamente in questo caso si tratta di un’iniziativa free, mentre molti software applicativi cloud richiedono il pagamento di un abbonamento (una tantum o più frequentemente periodico o a consumo) per essere utilizzati.
Dal punto di vista economico, questa scelta permette alle società utenti di diminuire drasticamente gli investimenti in informatica, anche se un lieve svantaggio è che i costi operativi possono essere leggermente più alti. Dal punto di vista organizzativo, invece, una difficoltà è che alcune aziende potrebbero essere costrette a rinunciare a particolarità del loro modo di lavorare e cambiare abitudini. Per forza di cose, infatti, questi software sono standardizzati e, sempre ammesso che le modifiche richieste siano possibili, se ci si avventura in personalizzazioni troppo spinte si perde il vantaggio economico.
Per quanto riguarda invece le società fornitrici di software, esse si trovano ancora una volta di fronte a una sfida: creare pacchetti abbastanza flessibili, sicuri e completi da poter soddisfare le esigenze di utenti diversi. Ci auguriamo che le aziende italiane del settore informatico si impegnino su questo fronte, prima che la domanda venga saturata dalla concorrenza internazionale. Non avendo necessità di installazione presso gli utenti, infatti, le applicazioni cloud tendono a globalizzare ulteriormente il mercato.
Per quanto ci riguarda, noi CreativiQuadrati guardiamo con molto interesse al cloud computing, e lo riteniamo un’opportunità sia per noi che per i nostri clienti.
Tags: SEO
Articoli simili:
- Wordpress 2.9 avrà l'editor per le immagini
- Nota di servizio
- Rubrica SEO e cene romane
- Internet candidata al premio Nobel per la Pace
- Registrazioni sincrone per i domini italiani
- Forte scossa di terremoto in Abruzzo
- Politica ambientale di Obama e Google



15 ottobre 2011
Mi pare un iniziativa molto interessante, ma già sorgono i primi difetti:
Sarà sicuro? Non è che renderà solo la vita più facile ad hacker e a quant’altri di entrare nei nostri computer?
La velocità di trasmissione dati sarà soddisfacente quanto si tratterà di lavorare sui file pesanti?
Per il resto la trovo un idea molto innovativa e la appoggio.
————–
Smile Slower
19 ottobre 2011
Negli Usa il cloud hosting è già abbastanza diffuso.