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Natale a impatto zero, si incomincia dall’albero

Scritto da: - Data: 26/12/2011 Ora: 00:52
Questo articolo è stato letto da 59 persone - (1456 parole - 0 commenti)

Nel rispetto dell’ambiente, e di noi stessi, anche le festività di Natale possono essere vissute a impatto zero, iniziando dallo scegliere l’albero da decorare seguendo i principi di eco compatibilità e sostenibilità.

La prima soluzione eco-friendly è quella di scegliere come albero di Natale un abete vero, proveniente da agricoltura biologica ed allevato da un produttore locale. Si abbatteranno i tempi e le distanze di trasporto, riducendo così l’immissione di CO2 in atmosfera e dopo le feste, quando non è possibile piantarlo in cortile o in giardino, potrà essere consegnato ai centri di raccolta indicati dai vivaisti, oppure presso i centri di recupero dei Comuni o del Corpo forestale dello Stato che provvederanno al recupero delle piante: se non verrà ripiantato, potrà essere trasformato in compost, concime organico o trucioli di legno.
Alcuni negozi offrono anche la possibilità di prendere in affitto un abete vero, per poi riconsegnarlo a feste finite.

Teniamo presente che la coltivazione degli abeti naturali in Italia ( Picea excelsa, o abete rosso ) avviene spesso su terreni marginali di collina e montagna, terreni purtroppo spesso destinati altrimenti all’abbandono; le abetaie di allevamento contribuiscono inoltre a migliorare l’assetto idrogeologico ed a contrastare l’erosione del suoloe gli incendi.
Le coltivazioni vivaistiche specializzate, inoltre, secondo i dati della Coldiretti , impiegano circa 10mila addetti del settore floro-vivaistico e forestale.

Gli alberi artificiali sono sicuramente meno impegnativi, almeno all’apparenza, di quelli naturali: non avvizziscono negli ambienti riscaldati delle nostre case, e di conseguenza non ‘sporcano’, distribuendo in giro una cascata di aghi.
La controparte è che gli alberi sintetici sono realizzati per la maggior parte con materiali non biodegradabili, come PVC e metallo, e difficilmente riciclabili, materiali che impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente. La maggiore importazione di abeti sintetici proviene dalla Cina, ed il loro ciclo produttivo consuma petrolio e immette in atmosfera circa 23 chili di CO2 per ogni albero prodotto, contribuendo così ad incrementare il riscaldamento globale e il cambiamento climatico del pianeta

In Italia vengono importati ogni anno 500mila abeti, sempre secondo stime Coldiretti, ed assieme agli abeti importiamo, o meglio, contribuiamo a liberare in atmosfera 115 mila tonnellate di CO2.
Se decidiamo di acquistare un abete artificiale piuttosto che un albero naturale, o già ne abbiamo uno,  teniamo conto del suo impatto sull’ambiente e utilizziamolo almeno una decina di anni prima di ‘rottamarlo’.




Autore

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