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Otranto, intreccio di storia e tradizioni

Scritto da: - Data: 30/01/2012 Ora: 11:37
Questo articolo è stato letto da 29 persone - (840 parole - 0 commenti)

Otranto, in Salento, è la città più a oriente d’Italia ed è stata più volte premiata dalla Guida blu di Legambiente Touring Club per la limpidezza del suo mare. Questo è sicuramente uno dei motivi per i quali la città è meta di migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo.

La costa a sud di Otranto è la zona preferita per chi ama l’avventura e il pericolo. Infatti, con le sue alte falesie che si ergono sul mare, diventa scenografia di tuffi eccezionali. La Baia dell’Orte è la zona ideale per splendidi bagni e immersioni con maestri esperti. Qui si trovano la piccola spiaggia di Porto Grande e le tante grotte come la Palombara, la Grotta della Pecora, la Grotta della Piscina. Sul promontorio di Punta Palascìa, l’estremità più ad est dell’Italia, è possibile ammirare la prima alba d’Italia. Qui si erge il faro di Otranto, riconosciuto dalla Commissione Europea come uno dei 5 più importanti nel Mediterraneo. È proprio sotto questo faro che centinaia di persone, la notte di capodanno, attendono l’alba del 1° gennaio.

Poco più a sud c’è Porto Badisco, località balneare costituita sia da spiaggia che da scogli. Qui, secondo la leggenda, sarebbe approdato Enea.

La costa a nord di Otranto, invece, parte dalla riviera degli Haethei e arriva ai Laghi Alimini, due specchi d’acqua - Alimini Grande (con acqua salata) e Alimini Piccolo (che nasce da fonti di acqua dolce) - collegati tra loro da un canale.
È un’area formata da ampie distese di sabbia e da un grande parco naturale; la spiaggia degli Alimini è ampia e lunga e si raggiunge attraverso una pineta sempre affollata di turisti che si fermano per dei picnic.
Qui è possibile trovare sia ampie zone libere che lidi attrezzati. Tra i più conosciuti e visitati c’è il Lido Balnearea, moderno stabilimento chic, accogliente e confortevole dove si organizzano feste per tutta l’estate e si possono assaporare piatti locali in riva al mare. Sempre in questa zona, poi, ci sono il Lido Due Mori, il Lido dei Pini, il Riva del Sole, Le Dune degli Alimini, solo per citarne alcuni. Poco più a nord, poi, si trova la bella località “Conca Specchiulla”, litorale roccioso con delle insenature sabbiose.

 

Cenni storici

Otranto, situata sulla costa adriatica, è stata dapprima centro messapico e romano, poi bizantino e più tardi aragonese. È una città ricca di testimonianze che dimostrano una storia e una cultura intensa. Il nome Otranto, dal latino Hydruntum, deriva dal nome del fiume che un tempo l’attraversava, l’Idro (oggi è visibile solo il letto, che attraversa la città).

Tra le alterne vicende che hanno animato il destino di questa città, con grande dolore misto ad eroismo è ricordato l’assedio turco del 1480. Il Salento infatti, nel corso dei secoli ha sempre dovuto difendersi da vari attacchi; Otranto, essendo la città più orientale d’Italia, è stata sempre considerata la prima da conquistare per dare inizio alla guerra santa in tutta Italia. Il 14 agosto del 1480, dopo 15 giorni di assedio e non avendo ricevuto in tempo aiuti dal Regno di Napoli, la città di Otranto fu conquistata dai musulmani di Maometto II. Ottocento otrantini, che si rifiutarono di abiurare il cristianesimo, furono decapitati sul vicino colle della Minerva. I loro corpi, trovati intatti, furono conservati e parte delle loro ossa è visibile nella Cappella Palatina della Cattedrale di Otranto. Il resto, invece, è conservato a Napoli, nella Chiesa di Santa Caterina a Formiello. Dichiarati beati nel 1771 da papa Clemente XIV, i martiri sono divenuti i protettori di Otranto.

La Cattedrale è il centro di Otranto, punto di congiunzione tra Oriente e Occidente e una sintesi di diversi stili artistici e architettonici. A renderla unica nel suo genere è sicuramente il mosaico, che ricopre l’intero pavimento della chiesa e che rappresenta simbolicamente tutta la storia della vita umana.

Un’altra importante testimonianza storica è il Castello, costruita come fortificazione costiera dopo lo sbarco dei turchi nel 1537. A pianta pentagonale, con all’ingresso lo stemma di Carlo V, conserva quasi intatto tutto il sistema di difesa, fatto di torri, fossati e mura. Il grande fossato oggi è spesso usato per manifestazioni culturali e concerti.




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