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Tutti i segreti del successo della realtà aumentata

Scritto da: - Data: 20/07/2012 Ora: 16:13
Questo articolo è stato letto da 128 persone - (1152 parole - 0 commenti)

 

Avete mai sentito parlare di realtà aumentata? E’ l’ultima trovata del marketing emozionale: una “magia” tecnologica in grado di appassionare, stupire e coinvolgere.

La realtà aumentata, definita da Vito di Bari in "2015 weekend nel futuro" come: “l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che normalmente non sarebbero percepibili in 5 sensi”, costituisce un innovativo e straordinario modo di comunicare che riesce a mettere al centro il prodotto da pubblicizzare catalizzando l’attenzione dell’osservatore."

Proprio queste caratteristiche hanno affascinato i grandi brand della moda, del lusso e dell’editoria, tra gli early adopters di questa tecnologia, che hanno individuato in questa soluzione tecnologica una opportunità per emozionare, coinvolgere i propri clienti e rendere memorabile il proprio prodotto.

Ma facciamo un passo indietro, in cosa consiste concretamente la realtà aumentata? E’ la sovrapposizione di livelli informativi (elementi in 3D, multimediali o geolocalizzati) all’esperienza reale di tutti i giorni attraverso un dispositivo mobile, come un telefonino di ultima generazione (ad esempio un iPhone, iPad o Android) o un PC dotato di webcam.
Attraverso la realtà aumentata è possibile visualizzare qualsiasi tipo di contenuto: video, audio o 3D, semplicemente puntando il dispositivo mobile verso una speciale immagine (o “marker”) che può essere posizionata su qualsiasi tipo di supporto: cataloghi, brochure, biglietti da visita o abbigliamento o essere stampata direttamente da web o da un’email.

La particolarità che rende magica questa tecnologia è la possibilità di muovere liberamente l’oggetto virtuale muovendo il marker o fare interagire più marker avendo la sensazione di avere l’oggetto tra le mani. (per un esempio di realtà aumentata multi-marker, clicca qui)

La realtà aumentata può infine essere “live” ovvero prevedere la sovrapposizione alla realtà di un video con cui il fruitore avrà l’impressione di poter interagire.
Si tratta di una soluzione davvero stupefacente, in grado di rendere memorabile il proprio spazio espositivo all’interno di un evento fieristico (per un esempio clicca qui) o di costituire un valido ausilio per fare animazione “in store”.

L’aggettivo che più spesso si trova associato alla realtà aumentata è “emozionante”. Proprio questo aspetto sembra essere la chiave del suo successo, in grado di prevalere nella guerra dei contenuti a cui assistiamo quotidianamente e rispetto ai quali la nostra soglia di attenzione è tanto più bassa quanto più questi tendono ad aumentare.

Ma torniamo ai grandi brand, tra i primi ad aver utilizzato la realtà aumentata c’è Tissot, marchio sinonimo di eccellenza svizzera nella creazione di orologi che, attraverso la AR, permette ai propri clienti di mettersi al polso la Tissot Touch Collection, semplicemente stampando il marker necessario e posizionandolo davanti alla webcam.
Stessa modalità di applicazione per Bella Luce, azienda di gioielleria che, con un marker e una webcam, permette ai propri clienti di infilare al dito una intera collezione di anelli in diamanti.
Nell’editoria un buon esperimento è stato invece portato aventi da Esquire, rivista di lifestyle americana che, in occasione della uscita nelle sale cinematografiche di Sharlok Holmes, ha coinvolto Robert Downey Jr. nella creazione di un divertente esempio di live augmented reality.

Come prevedibile, tra le prime aziende ad apprezzare la realtà aumentata, vi sono poi quelle automobilistiche: Volkswagen, Mercedes e Nissan fra le prime.
Per tutte la realtà aumentata ha permesso la descrizione delle caratteristiche di prodotto al di là di quanto visibile tramite una foto e, soprattutto, l’introduzione di un elemento emozionale legato al prodotto stesso, ancora oggi rappresentativo di uno status symbol.

La realtà aumentata può infine divenire un utile ausilio all’e-commerce o all’intrattenimento in-store.

Nel primo caso, la realtà aumentata può fungere da camerino virtuale a distanza, così come ha fatto il sito di social shopping tobi.com: una volta stampato il marker, l’utente si posiziona di fronte alla webcam tenendolo tra le mani e quindi si prova “virtualmente” gli abiti che preferisce, cambia abito semplicemente muovendo il braccio e può scattarsi una foto da condividere sui social network per avere il riscontro degli amici prima di concludere l’acquisto.

Nel secondo, attraverso la combinazione di Augmented Reality e Kinect, può nascere una fitting room virtuale, un nuovo tipo di camerino in cui testare la vestibilità dei capi senza doverli indossare. Lo hanno già provato Zoff, marchio di occhiali giapponese e Topshop .

Le potenzialità della tecnologia e la sua immediatezza di utilizzo lasciano pensare che questa soluzione tecnologica non sarà una moda passeggera. La sua versatilità e, in particolare, la sua facile integrazione con altre tecnologie, quali il kinect, lasciano intravedere un sensibile ampliamento degli ambiti di applicazione.

Che cosa ne pensate? L’avete provata?




Autore

Esimple è uno studio creativo orientato all’innovazione tecnologica.  Un gruppo di appassionati di tecnologia che ricercano nuove modalità di interazione uomo-macchina e vedono nel 3D la nuova dimensione del web: immersiva, emozionante ed interattiva.

www.esimple.it


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