Le “best practices” nel mondo dell’IT
Scritto da: sara - Data: 6/02/2012 Ora: 09:33
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La gestione dei servizi connessi alle tecnologie della comunicazione e dell'informazione (ICT) non è un'attività semplice; per poterla svolgere sono necessarie competenze elevate, una buona dose di elasticità mentale e, ovviamente, gli strumenti idonei.
Anche in campo informatico però esistono dei punti di riferimento precisi, tecniche e principi validi per chiunque abbia a che fare con la materia. Si tratta di un insieme di “best practices” (tradotto letteralmente sarebbe “ottime pratiche”) la cui attendibilità è stata adeguatamente accertata e che finiscono perciò per diventare delle vere e proprie regole alle quali è sempre bene attenersi. In pratica sono delle soluzioni produttive che sono preferibili a tutte le altre soluzioni possibili.
Queste norme hanno preso il nome di itil ( Information Technology Infrastructure Library); il loro compito principale è quello di far svolgere le pratiche in un modo che sia al contempo efficace (e quindi con il minimo sforzo, anche economico, possibile) ed efficiente (capace cioè di raggiungere gli obiettivi prestabiliti). Le aree principali d'intervento, a loro volta suddivise in diversi moduli organizzativi, sono due: il service support e il service delivery. La prima si occupa della gestione delle attività quotidiane, la seconda invece di una pianificazione di lunga durata.
L'ultima versione di itil è stata chiamata itil v3, ed è l'esito di un lungo processo, iniziato addirittura nel 2004, che ha visto la luce nel maggio del 2007. Tantissime organizzazioni hanno deciso di utilizzare queste norme, traendone così importanti vantaggi ed elevando la produttività dei loro servizi di IT.
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Sara
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