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Esportare il vino in Russia: la certificazione Gost R

Scritto da: - Data: 15/11/2011 Ora: 13:26
Questo articolo è stato letto da 97 persone - (796 parole - 0 commenti)

Tra i molti prodotti per cui l’Italia è conosciuta nel mondo, il vino non costituisce certo soggetto trascurabile. Per quanto riguarda le esportazioni mondiali di vino verso la Russia, l’Italia si aggiudica oggettivamente il primato. Nessun altro stato esportatore di vino è riuscito a vendere il proprio prodotto nazionale in Russia.

Questo a dispetto di una situazione, per quanto riguarda la distribuzione dei prodotti, non certamente favorevole. Nessuna catena di grande distribuzione italiana è presente in Russia, al contrario di realtà estremamente importanti come Auchan per i francesi o la tedesca Metro.

Annualmente tra il 2007 e il 2010, i produttori italiani sono stati in grado di portare sugli scaffali russi fino a 20,8 milioni di ettolitri di vino. Questo malgrado i costi di vendita al dettaglio, a causa di diversi fattori, lievitino enormemente, tanto che non è possibile acquistare una bottiglia di vino per meno di 4-5 euro, con un costo medio di circa 10 euro, che cresce rapidamente in caso di vini di qualità.

Tra tutte le difficoltà, l’ICE (istituto delle camere di commercio) per esempio ci informava ne 2009 che non è possibile importare se non per via aerea, non ci sono da sottovalutare certamente le procedure di certificazione di conformità allo standard (dichiarazione Gost R) e di tutela igienico sanitaria (registrazione sanitaria statale SGR conosciuta anche come certificato sanitario dell’unione doganale).

Per quanto riguarda il primo certificato, la dichiarazione di conformità Gost R, si tratta di una procedura abbastanza semplice se assisti da validi professionisti. Si risolve in pochi giorni ed ha una conformazione prettamente burocratica.

La certificazione sanitaria dell’unione doganale, o registrazione statale sanitaria SGR, invece impone una procedura più complessa di almeno un mese. Questa procedura è basata su test di laboratorio e accertamento del rispetto, da parte del prodotto e della sua confezione, dei requisiti imposti dalla regolamentazione di tutela del consumatore per le bevande alcoliche.

Le seguenti informazioni devono essere fornite sull’etichetta, in lingua Russa o comunque in caratteri cirillici in assenza di traduzione a meno della denominazione del prodotto.

• denominazione del prodotto e categoria di appartenenza;

• paese d’origine e nome del  produttore ;

• peso o volume del prodotto;

• elenco dei principali ingredienti, compresi gli additivi alimentari e gli eventuali coloranti;

• presenza di OGM (organismo geneticamente modificati);

• condizioni di conservazione;

• scadenza (data di scadenza o data di produzione con termine di conservazione);

• metodo di preparazione ;

• raccomandazioni per l’uso (per gli additivi alimentari biologicamente attivi);

• condizioni di consumo, comprese eventuali controindicazioni mediche.

 Le prove inoltre includeranno degli esami specifici sulle caratteristiche del prodotto e di conseguenza dovranno essere inviati dei campioni presso laboratori accreditati presso il ministero.

Questo tipo di certificazione non ha limiti di durata ed è valida su tutto il territorio dell’unione doganale euroasiatica (Russia, Kazakhstan e Bielorussia in allargamento verso i paesi centro asiatici).

Una volta ottenute le certificazioni si sarà pronti per i prossimi passi verso l’esportazione del proprio vino verso la Russia. 

 

Per ora c’è da dire che, per impressione dell’autore di questo articolo, la varietà di vini importata è abbastanza esigua, con il Chianti a rappresentare la maggior parte delle bottiglie che è possibile trovare nei supermercati russi.

Barbera, Valpolicella, Montepulciano d’Abruzzo e il Nero d’Avola sono gli altri vini che è più comune incontrare. Vini con un livello di prezzo più elevato sono comunque trovabili nei pochi rivenditori specializzati.

L’Auchan, come dicevo all’inizio, che rappresenta una fetta estremamente significativa della grande distribuzione di una città di 15-20 milioni di abitanti come Mosca, predilige vini francesi e spagnoli a scapito della produzione nostrana.

Un capitolo aperte invece andrebbe aperto per quanto riguarda il fenomeno molto diffuso della contraffazione delle etichette.




Autore

Matteo Ferrara è c'è di Techsert autorità leader per la certificazione Gostr in Russia.


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