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Liberalizzazioni: cosa ne pensano gli avvocati?

Scritto da: - Data: 7/02/2012 Ora: 11:18
Questo articolo è stato letto da 16 persone - (296 parole - 0 commenti)

La manovra del governo Monti non ha suscitato grossi consensi tra gli avvocati italiani. Anzi,potremmo dire che non ha suscitato alcun consenso.

Il mondo dell’avvocatura sembra infatti unanime nell’esprimere il proprio disaccordo a tale manovra. Voci di protesta arrivano tanto dall’Ordine degli Avvocati di Milano quanto dall’Ordine degli Avvocati di Roma e lo stesso vale per le provincie minori come Bologna, Padova e cosi via.

La categoria forense sembra infatti decisa nel portare avanti la propria protesta. Per la prima volta i metodi tanto osteggiati dalla categoria forense, come gli scioperi e le manifestazioni saranno presi in considerazione.

Tra le iniziative: manifestazioni davanti al Palazzo Chigi, al Senato e alla Camera, astensione dalle udienze in determinati giorni, conferenze stampa e manifestazioni territoriali.

Gli avvocati italiani accusano il governo di aver agito senza aver cercato almeno un confronto con l’avvocatura.

La liberalizzazione significherebbe innanzitutto una dequalificazione della professione forense e una minor tutela non solo per gli avvocati ma anche per i cittadini. Basti pensare all’abolizione delle tariffe forensi, che rappresentavano una garanzia per i cittadini. In una condizione di libero mercato si genererà infatti una corsa al ribasso delle tariffe, che rappresenta un vantaggio solo apparente. Le tariffe bassissime provocheranno nel tempo un’assistenza qualitativamente inferiore, a tutto svantaggio dei cittadini.

La protesta degli avvocati sarà quindi in nome non solo degli interessi della categoria ma anche degli interessi collettivi.




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