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Google e il posizionamento di marca su Internet

Intanto vi invito a gustarvi il video dell’intervento di Google Italia allo IAB 2008.

Questo tipo di ragionamento potrebbe sembrare appannaggio delle grandi imprese, quelle in grado di investire cifre incredibili per sostenere le ‘spese di rappresentanza’ necessarie per creare e posizionare un brand online.

Non è così.

Brand awareness: ROI, comunicazione e prestigio

E’ vero il contrario. Discutendo di Pay per Click e di advertising tramite banner contestuali non si limita il campo – non più – alle sole attività di vendita e-commerce, per esempio.
In questo senso il ROI non sarà e non è più la vendita diretta, la ‘conversione’ istantanea del visitatore in cliente.

Giggle

Il problema è ‘entrare nella shopping list’, ‘presidiare un concept’, associare alla propria marca un’idea di prodotto, e di valore.

E’ una questione di ‘comunicazione’, non si tratta di vendere pentole e tegami per corrispondenza.

Giggle

Allora forse anche le piccole e medie imprese dovrebbero prendere seriamente il tipo di comunicazione pubblica che allestiscono sul web, dovrebbero ‘pensare in grande’ e promuoversi con intelligenza, tentando di affinare quei modelli comunicativi solitamente sciorinati e imbastiti dalla pubblicità ‘tradizionale’.

La creatività e il buon gusto non hanno prezzo, ma non c’è bisogno di essere la Citroen per iniziare a tenerne conto.

Nel caso di migliaia di PMI italiane l’approccio al mondo del web dovrebbe ripartire dalla concezione dei siti aziendali, dalla loro fattura e dai loro scopi: dall’architettura dell’informazione che questi dovrebbero essere in grado di veicolare.

Prima di investire 100.000 euro di ppc qualsiasi imprenditore dovrebbe chiedersi più seriamente se non è il caso di rivedere il dominio internet della propria azienda, anche se piccola e ‘non-abituata’ a promozioni raffinate e ‘di lungo respiro’.

Non basta il webmaster aziendale, perchè potrebbe non essere più sufficiente. Lo studio grafico che per anni ha curato la nostra immagine coordinata potrebbe offrirci di più, se solo fossimo in grado di sapere cosa cerchiamo.

E allora le grandi cifre di cui parla Google Italia in questo video ripreso nello scorso IAB possono anche impressionarci (100.000 euro in ppc per 8 mesi non sono un investimento alla portata di tutti Giggle).
Eppure l’idea di fondo è accessibile e cristallina, e a guardarle da vicino quelle cifre non sono mica così elevate.

Rapportate ai media tradizionali quelle somme sono basse, quasi irrisorie. Mentre sembra evidente che la pervasività di una campagna di promozione online ben strutturata sia incredibilmente più remunerativa (a parità di costi) di qualsiasi altra forma di pubblicità.

Anche le PMI possono permettersi degli investimenti in PPC, naturalmente, e dovrebbero iniziare a prevederli non solo per stimolare le ‘vendite dirette’, secondo l’imperativo assoluto che vede un ROI immediato come corollario imprescindibile di piccole e piccolissime campagne promozionali.

Prima ancora del PPC e dell’eventuale ‘ritorno dell’investimento’ preoccupiamoci del concept comunicativo che si vuole evocare nella mente dei visitatori, spianiamo la strada dell’immaginazione e tentiamo di avanzare ‘alla grande’ all’interno del media internet, sempre più luogo-nonluogo per la comunicazione di domani.

Nicola Briani si chiedeva, proprio a ridosso dello IAB 2008, dove fossero le piccole e medie imprese italiane, che posto queste avessero nel mercato dell’advertising online.

Ottimo campanello d’allarme, il suo, che in qualche modo tento di ribadire con questo post, stimolato anche dal video trovato sul canale YouTube di GoogleItalia (ma trovate altri video interessanti proprio nel post di Nbriani testè citato occhiolino).

Non so dove siano le PMI e non sono sicuro di poter interpretare il punto di vista in materia dei moltissimi impreditori che lavorano nel nostro paese.

So che le aziende che vorranno essere grandi domani dovranno passare anche dal web, misurandosi con i ‘raffinati’ (ma semplicissimi, veramente alla portata di tutti) concetti di marketing utilizzati in questi discorsi ufficiali dai rappresentanti di Google in Italia.

Non tutti saranno costretti a mantenere pletore di uffici-stampa, così come sono convinto che il mercato dell’advertising sarà in grado di recepire le nuove opportunità costituite dall’arrivo dei Social Media.

Sono più che sicuro, invece, che ottimizzare la propria presenza online richiede – e quest’esigenza sarà ancora più evidente nel prossimo futuro – figure professionali specifiche, in grado di guidare le realtà economiche in quest’abisso digitale chiamato web, orientandone le scelte e pianificandone gli investimenti con intelligenza e consapevolezza.

Insomma, le PMI che vorranno approcciare la promozione online senza sprecare risorse – ma che ambiscono ad ottenere risultati paragonabili a quelli vantati da Citroen in questo video – avranno bisogno di esperti di motori di ricerca, di consulenti o agenzie in grado di tradurre gli obiettivi aziendali sfruttando le alchimie comunicative e le leggi tecniche proprie di questo particolarissimo e sempre più affollato mezzo di comunicazione.

In Italia quello del web marketing è un mercato tutto da sviluppare, e non sono solo le PMI quelle che latitano, sul fronte della domanda.

Anche i ‘guru’ scarseggiano, in realtà, e l’offerta spesso è molto al di sotto di quanto si potrebbe sospettare, tanto qualitativamente quanto da un punto di vista quantitativo.

Con tutte le cautele e ponderando sempre costi e benefici…. ma ‘sbarcare su internet’ senza pensare ‘in grande’ è perfettamente inutile, anche se non siete la Citroen e non pianificate i vostri ppc con i vertici di Google Italia.

Giggle

Citroen C5

[(P.S.= questa è la ‘famosa’ Citroen C5 di cui si parla nel video… markettarismo

posizionamento



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